La situazione

La situazione

Da giovedì scorso, la mia vita ha subito un drastico cambiamento.
Avrete letto sui giornali della situazione, ma non conoscete i dettagli di ciò che io devo subire.

Non posso restare in laboratorio, fulcro nevralgico della mia esistenza, per lavoro, sussistenza alimentare etc, perché, essendo circondato da numerosi mezzi blindati, che per questioni pratiche devono tenere accesi i motori diesel h 24, vi lascio immaginare la qualità dell’aria che si respira all’interno. “Circondato”, non, a qualche metro, bensì, a pochi cm dalla porta sul retro, tanto da dover richiedere lo spostamento dei veicoli per permettermi l’ingresso.
Dopo aver tentato, invano, di portare avanti la mia attività per due giorni, sabato, intimorito dal potenziale uso di lacrimogeni nell’area, ho deciso di andare a casa. Casa, che al momento non dispone neanche di un frigorifero per la conservazione del cibo: sono costretto a lasciare i prodotti sul balcone.
Senza internet.

Recluso forzatamente, senza contatti sociali, senza possibilità di muovermi: la mia auto è stata fatta spostare oltre lo sbarramento e per raggiungerla dovrei fare il giro dell’isolato.
Non posso ricevere i corrieri: i pacchi vengono lasciati in un negozio al di là delle grate e per passare subiscono un controllo. Hanno chiesto i documenti alla postina di Poste Italiane che doveva consegnarmi un libro!
Avrei dei regali di Natale da portare e non so come fare.
Non posso incontrare nessuno.
Tutto ciò, senza che, da giovedì, si sia minimamente palesata l’ombra di una qualche forma di minaccia pratica, realistica. Una ventina di persone ha fatto casino sabato durante la manifestazione: 20 contro centinaia e centinaia in forze.
Fermarli, no?

Un isolato blindato e io ci vivo dentro.
Mi chiedo se i colpevoli dei vari tafferugli avvenuti al giornale, stiano pagando, quanto e come pago io, che, senza aver commesso nulla, devo subire questo strazio.

Sulle modalità di questo intervento, ho sviluppato tutta una serie di riflessioni, che per ora tengo per me, onde evitare di offendere qualcuno.
Ho un’attività commerciale, che va molto al di là del semplice scambio monetario, e di parecchio.

Buon natale e buone feste.
Spero, a presto, anche se, non credo.